Disegnare il futuro del lavoro

Un obiettivo sfidante quello del Focus Group organizzato da Black Tie Professional, in collaborazione con l’Università Cattolica di Milano, che ha coinvolto 20 manager d’impresa e liberi professionisti con esperienze internazionali e appartenenti a diversi cluster generazionali: disegnare insieme il futuro del lavoro.

Ne è emersa un’interessante analisi di leve e opportunità sull’adozione di politiche organizzative flessibili, a vantaggio di un maggior equilibrio tra sfera professionale e vita privata, capaci di garantire ottimi risultati.

Tra le riflessioni condivise è emersa la fine dell’era del cartellino, intesa come gestione del lavoro basata solo su una struttura temporale, fatta di un certo numero di ore trascorse in azienda. 

La timbratura non può più essere considerata funzionale per l’impresa: un buon risultato raggiunto difficilmente è direttamente proporzionale ad un maggior tempo speso sul posto di lavoro.

Dare rilevanza alla sola presenza fisica, a scapito di una valutazione più ampia della qualità del lavoro porta, secondo i partecipanti al Focus Group, ad un appiattimento professionale dell’intera organizzazione.

Da queste riflessioni nasce la necessità di adottare metodi organizzativi che favoriscano l’orientamento al risultato e valorizzino le persone incentivando un miglior work life balance e portando maggior stimolo e soddisfazione sia dentro sia fuori dall’azienda.

Già oggi molte imprese sono uscite dall’asset temporale prediligendo la qualità del contenuto e dell’output. Costruire nuovi assetti incentrati sulla persona è un investimento a lungo termine che si basa su responsabilizzazione ed empowerment delle risorse. E ancora, non deve mancare un contesto favorevole, in cui la comunicazione sia chiara ed efficace, meglio se ad alto tasso tecnologico.

Il ruolo della tecnologia è cruciale nel processo di evoluzione del sistema lavoro ma, anche in questo caso, sono chiamati in causa la responsabilità delle risorse e la cultura dell’organizzazione. La velocità con cui si trasmettono le informazioni, e anche le richieste, non deve diventare fonte di stress aggiuntivo.

Il compito dell’organizzazione è evolvere la propria cultura favorendo un’ambiente inclusivo e meritocratico dove le persone si sentano libere di esprimere il proprio potenziale.