Evoluzione fa rima con Educazione

Comprendere l’evoluzione sociale attraverso la formazione. Solo così l’Italia potrà stare al passo.

I grandi cambiamenti a cui assistiamo quotidianamente come la trasformazione digitale, l’ampliamento della visione da nazionale a globale e numerosi altri ci portano ad affermare che l’educazione delle persone deve essere una priorità per l’intero sistema economico di un Paese.

Parlare di educazione non significa più imporre un metodo e un modello alle sole giovani generazioni, ma significa formarsi come persone, come membri di una comunità che deve affrontare le numerose sfide che il presente le impone.

Per assolvere a questo bisogno è necessario intraprendere politiche intergenerazionali, che sappiano creare un sistema solido e competente, capace di valorizzare l’esperienza acquisita, ovvero il patrimonio della società stessa.

Ne abbiamo parlato in occasione del lancio del programma “Milano Chiama, Rispondi al tuo Futuro: un percorso di formazione rivolto a 150 collaboratori del Comune di Milano, junior e senior, volto migliorare la comunicazione tra le persone. Obiettivo: sperimentare nuove soluzioni per l’assolvimento degli obiettivi strategici del Comune. Un percorso formativo distruptive, come lo ha definito Valerio Iossa, Direttore delle Risorse Umane del Comune di Milano, capace di portare il cambiamento culturale necessario nell’ente pubblico attraverso l’apprendimento, che porta con sé motivazione e gratificazione nelle persone.

Valorizzare la formazione continua in un’ottica di longlife learning è un tema particolarmente attuale. Recentemente l’Ocse ha pubblicato un rapporto dedicato al mercato italiano “Adult Learning in Italy. WHAT ROLE FOR TRAINING FUNDS?. Il rapporto sottolinea che con l’avvento delle nuove tecnologie digitali, il 15,2% dei posti di lavoro potrà essere automatizzato e il 35,5% sarà profondamente trasformato. Per continuare ad essere parte del mercato del lavoro è allora necessario intraprendere un percorso di formazione continua per tutto l’arco della vita.

Sempre secondo questo rapporto, solo il 20% degli adulti italiani parteciperebbe ad attività di formazione, la metà rispetto alle media Ocse. Questa percentuale scende al 9,5% per i lavoratori con competenze basse. Secondo il medesimo rapporto, i Fondi Paritetici Interprofessionali Nazionali per la Formazione Continua, istituiti per incoraggiare le imprese a formare i propri lavoratori, sono poco conosciuti in Italia e le attività di formazione scelte dalle imprese non sono conformi ai reali bisogni del mercato del lavoro italiano. Il 30% di queste attività, finanziate dai Fondi, sono dedicate alla sicurezza sul lavoro e poco più del 3% sono riutilizzati per sviluppare competenze informatiche.

La formazione è una priorità per l’intero sistema economico italiano. La sfida a cui siamo chiamati a rispondere riguarda la capacità di interpretare questo cambiamento e farlo nostro.