Smart working. Per aumentare la produttività in azienda e valorizzare la diversity

Secondo quando emerge dall’Osservatorio del Politecnico di Milano nella ricerca “Smart Working: una rivoluzione da non fermare” adottare politiche di Lavoro Agile aumenta del 15% la produttività per lavoratore e riduce del 20% il tasso di assenteismo. L’analisi è stata effettuata su un campione di 183 aziende con più di 250 addetti, 501 PMI e 358 Enti Pubblici ed ha rilevato 480mila lavoratori Smart registrati in Italia nel 2018, in crescita del 20% rispetto all’anno precedente.

I valori di crescita della ricerca dimostrano che offrire modelli di lavoro flessibile in termini di luogo e orario di lavoro è l’obiettivo che le organizzazioni di oggi devono raggiungere per attrarre e trattenere i talenti. La BBC in un suo recente articolo “Why Finland leads the word in flexible work” mostra come la Finlandia abbia costruito uno stile lavorativo incentrato sul trust e sull’equality in un percorso più che ventennale che li ha portati ad avere gli orari di lavoro più flessibili del mondo. Pionieri nell’ambito della flessibilità oraria grazie a leggi in continuo aggiornamento, la prima risale al 1996 e l’ultima entrerà in vigore nel 2020, e grazie alla disponibilità di tecnologie che permettono di lavorare da remoto allo stesso modo dell’ufficio in termini di performance, controllo e comunicazione.

Il percorso che ha portato la Finlandia a questi risultati attraversa diversi elementi culturali su cui la società ha dovuto investire, in primis la cultura della fiducia profondamente radicata certamente alimentata da un sistema di welfare basato su sicurezza finanziaria e uguaglianza e, in secondo luogo, la ricerca di un maggior equilibrio tra vita professionale e vita personale che di fatto è parte integrante della cultura lavorativa di questo Paese.

In Italia il primo provvedimento in merito è stato introdotto nel 2017 con la legge sullo Smart Working (d.l. 81/2017) il cui obiettivo primario risiede nell’aumentare la competitività delle imprese e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro attraverso l’adozione del Lavoro Agile come modalità di esecuzione del lavoro subordinato.

I risultati dell’indagine dell’Osservatorio del Politecnico uniti al caso di studio finlandese ci dimostrano come questa disposizione porti reali vantaggi alle aziende, ai lavoratori e alla società nella sua interezza. Da un lato le imprese possono godere di lavoratori maggiormente soddisfatti per via del reale appagamento trasmesso da un miglior equilibrio tra vita professionale e responsabilità personali. Dall’altro una maggior responsabilizzazione permette ai lavoratori di sfruttare appieno le possibilità offerte dal Lavoro Agile come: flessibilità e autoimprenditorialità.

Infine, per l’intera società perché lo Smart Working porta a una maggior inclusione e a una riduzione del gender gap a vantaggio del lavoro femminile, come descritto su Affari e Finanza da Nicolò Boggian – CEO e Co-founder di White Libra -.

Nell’ottica dell’incremento della competitività delle imprese italiane inserite all’interno di un contesto globale diventa necessario attuare politiche di change management volte a rimodulare la propria forma organizzativa per fasi, cicli di lavoro e obiettivi così come previsto dalla legge.

Per raggiungere questo scopo è altresì necessario un coinvolgimento maggiore da parte degli apparati governativi per incentivare l’adozione di strumenti tecnologici operativi a sostegno del Lavoro Agile, attraverso incentivi fiscali mirati, e supportando modelli positivi che permettano di superare gli ostacoli culturali che vedono le forme di lavoro Smart come un vantaggio al lavoratore e non come un diritto.